Tra i vari virus Ebola ha mietuto molte vittime, ma non ha toccato le grandi città occidentali. Un virus altamente infettivo e molto letale, per fortuna spentosi dopo qualche anno (almeno si spera). Fa venire in mente quelli da affrontare con le tute con il respiratore, dove se hai un piccolo buchino ti infetti e muori. Un virus come quelli dei film, del treno blindato, dell’aereo con la bomba che distruggerà tutta la ridente cittadina. Se andate su Wikipedia, troverete qualche riferimento che può fare pensare, come per esempio la necessità di usare mezzi di protezione personale, isolamento ecc. E, pure, che i pipistrelli possono essere stati un serbatoio di virus.
La definizione completa della SARS (sindrome da severa malattia respiratoria acuta) è: SARS-CoV1. Anche qui possiamo avere rimembranze. CoV sta per coronavirus. Queste epidemia parte dalla Cina e per fortuna nasce e finisce in un anno. Nel 2003 viene considerata scomparsa. Però questa infezione qualche caso lo fa arrivare anche in Occidente e… spaventa molto. Talmente tanto che un medico italiano funzionario dell’OMS parte da Ginevra e scende a Piacenza e, durante un corso di aggiornamento per Medici di Medicina Generale (Medici di Famiglia) dipinge un quadro molto fosco. Se il virus si diffondesse, presentandosi all’inizio con sintomi come una banale influenza, potrebbe infettare i medici che andassero a visitare a domicilio le persone, che a loro volta infetterebbero altri pazienti in una spirale che porterebbe a riempire in breve tempo gli ospedali creando il caos nel sistema sanitario. A quel corso partecipai anch’io. Ai medici verrà consegnato, a cura dell’AUSL, un preziosissimo kit di protezione: un paio di occhiali protettivi, due paia di guanti , due camici usa e getta, due paia di soprascarpe. Bastano per due visite a domicilio e poi? Risposta di un medico funzionario :”Vi arrangiate!”. Così sarà nel 2020. Ci arrangeremo.
Secondo i concetti di medicina preventiva, sfiorare l’ecatombe dovrebbe permettere alle organizzazioni sanitarie di prendere provvedimenti, di prepararsi. Eppure non se ne fa niente. Quando scoppia la pandemia di COVID-19 nel giro di nemmeno un mese si scopre che non vi sono scorte di mezzi di protezione a cui attingere, in commercio tutto finisce in pochissimi giorni. 16 anni per prepararsi… troppo pochi… E, lasciatemelo dire… prepararsi, accantonare risorse per qualcosa che potrebbe accadere… costa, tanto. Troppo. I costi del dopo, infinitamente più alti, li hanno pagati (e carissimi) gli altri.